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Identificare le emozioni: il concetto di ALESSITIMIA

Anche se a volte sappiamo con chiarezza ciò che sentiamo, non è certo infrequente che le emozioni ci facciano sentire insicuri, disorientati o che facciano emergere in noi un conflitto. Non sapere cosa si prova può essere un indice di psicopatologia, ma non è certo sempre questo il caso. La nostra comprensione di un simile fenomeno non è ben sviluppata, e di conseguenza disponiamo di un linguaggio piuttosto limitato per descriverlo. Il costrutto di “ALLESSITIMIA” che indica la presenza di una generale difficoltà nella capacità di riconoscere i propri sentimenti, differisce dal fenomeno legato al contesto e può verificarsi in maniera abituale nell’esperienza di un individuo. La teoria delle emozioni di base, che è divenuta il modello dominante (ma non privo di critiche) nello studio delle emozioni, suppone che queste siano caratterizzate da un rapido esordio e una breve durata, e che siano basate su una valutazione automatica (Ekman, Davidson, 1994). Ma ci sono stati emotivi in cui l’individuo non è sicuro di ciò che sta sentendo. Il costrutto di alessitimia come tratto di personalità è utile, promettente e in grado di correlare con la diagnosi, ma dovrebbe essere affiancato da un termine che denoti confusione e incertezza senza implicare una mancanza dell’abilità di riconoscere i propri sentimenti. Per indicare ciò che sto tentando di descrivere si potrebbe utilizzare l’espressione “emozioni aporetiche“, ossia emozioni vaghe e prive di una caratterizzazione netta. Le emozioni aporetiche si manifestano quando sappiamo di star sentendo qualcosa ma non siamo certi di cosa sia, e quando la comprensione di simili sentimenti appare priva di direzione o bloccata. Introdurre questo termine è utile anche a ricordarci che spesso sentiamo un amalgama parziale e confuso delle cosiddette emozioni di base, e non semplicemente una di esse. Il termine “APORETICO” significa letteralmente “a=senza” e “poros=accesso”, ed è stato coniato per indicare l’impossibilità di dare una risposta precisa a un problema, impossibilità a cui può portare il dialogo socratico. Pur essendo un termine associato con il dubbio e lo scetticismo, vuole indicare la difficoltà di acquisire conoscenza, non necessariamente l’impossibilità di farlo.

Persistenti difficoltà nella capacità di identificare le emozioni sono predittive di problemi più generali e accrescono la probabilità di sviluppare una psicopatologia. Il concetto più rilevante per le problematiche nell’identificazione delle emozioni, come già notato, è quello di alessitimia. L’alessitimia indica un deficit nella consapevolezza soggettiva e nell’elaborazione cognitiva delle emozioni, ed è strettamente connessa a problemi psicosomatici dal momento che le emozioni che non è possibile tollerare a livello mentale vengono interpretate in termini di stati corporei. Il costrutto di alessitimia è più ampio di quello di identificazione delle emozioni, poiché è associato a numerose forme di psicopatologia: disturbi dello spettro autistico, schizofrenia, tossicodipendenze, disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità e disturbo da stress post-traumatico. I disturbi di personalità, risultano connessi al pensiero orientato all’esterno ma non all’identificazione delle emozioni. La difficoltà a identificare le emozioni è stata associata alla somatizzazione, indipendentemente dalla presenza di disturbi somatoformi, ansia e depressione. L’alessitimia è concepita come un tratto di personalità comune a varie forme di psicopatologia.

Tratto da: “Telenere a mente le Emozioni” di Elliot L. Jurist