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Approfondimenti di Psicologia

Carl Rogers e la sua Teoria Fenomenologica

INTRODUZIONE

La teoria di Rogers si fonda su una comprensione profonda e significativa della condizione umana. Nella nostra vita quotidiana, siamo convinti di sperimentare un mondo oggettivo e reale, quando assistiamo ad un evento, crediamo che sia proprio come lo abbiamo visto. Quando raccontiamo ad altri quello che ci è accaduto durante il giorno, siamo convinti di comunicare loro quanto è realmente accaduto. Rogers afferma “Non reagisco a una realtà assoluta, ma alla mia percezione di tale realtàil campo fenomenico”. Questo campo fenomenico, lo spazio delle percezioni che costituisce la nostra esperienza, è una condizione soggettiva. L’individuo costruisce questo mondo interiore delle esperienze, la sua costruzione rispecchia non solo il mondo esterno della realtà, ma anche il mondo interiore dei bisogni, degli obiettivi e delle credenze personali. I bisogni psicologici interiori modellano le esperienze soggettive che noi interpretiamo come reali ed oggettive. Ad esempio, se un bambino coglie lo sguardo arrabbiato della mamma o se una persona osserva un’espressione delusa negli occhi del partner, queste emozioni, la rabbia e la delusione, rappresentano la realtà che viene sperimentata. Eppure questa realtà potrebbe essere errata. I bisogni personali (essere accettati dalla madre, essere attraenti per il partner) possono indurci a percepire nell’altro la rabbia o la delusione. Tuttavia, le persone di solito non riescono a riconoscere l’influenza dei bisogni interiori sulla percezione del mondo esterno. L’esperienza del soggetto corrisponde alla sua realtà. Il nostro atto di vedere non è una registrazione oggettiva del mondo reale, ma una costruzione soggettiva che rispecchia i nostri bisogni personali.

I SENTIMENTI DI AUTENTICITA’

La concezione di base della persona nella teoria di Rogers è definita da due aspetti ulteriori della soggettività. Il primo riguarda il fatto che gli individui siano soggetti a una forma particolare di malessere psicologico: un sentimento di alienazione o di separazione, la sensazione che le proprie esperienze e le attività quotidiane non abbiano origine nel proprio sé autentico. Questi sentimenti emergono perché abbiamo bisogno dell’approvazione degli altri, e diciamo a noi stessi che i loro desideri e i loro valori sono anche i nostri. Ad esempio un adulto può convincersi che sia una buona scelta intraprendere una carriera professionale e adottare uno stile di vita tradizionale, anche se vorrebbe sentirsi libero di fare scelte indipendenti. Quando questo accade, l’individuo pensa di essere attaccato ai propri valori, ma non lo sente veramente. Le reazioni primarie sensoriali e viscerali vengono ignorate e l’individuo si mette su una strada che più tardi gli farà dire “non conosco veramente me stesso”. L’ idea di Rogers degli aspetti intenzionali/ponderati e degli aspetti istintivi/viscerali dell’organismo si discosti da quella di Freud. Secondo Freud, le reazioni viscerali corrispondevano a impulsi animali che dovevano essere tenuti a freno dall’IO e dal Super-IO civilizzati. Distorcere e negare questi impulsi faceva parte del funzionamento normale e sano della personalità. Secondo Rogers, invece, queste reazioni istintive e viscerali sono una potenziale fonte di saggezza. L’individuo che sperimenta apertamente la gamma completa delle sue emozioni, che “accetterà e assimilerà” tutte le relative esperienze sensoriali vissute dall’organismo” è psicologicamente equilibrato. I conflitti tra l’elemento istintivo e quello razionale della mente non sono una caratteristica immutabile della condizione umana nella concezione di Rogers. Le persone, invece del conflitto, possono sperimentare un senso di coerenza e vivere una condizione in cui le loro esperienze consce e i loro obiettivi siano in linea con i loro valori interiori viscerali.

Il sé

Secondo Rogers, il sé è un aspetto dell’esperienza fenomenologica. Ossia un aspetto della nostra esperienza del mondo, in altri termini, una delle cose che completano la nostra esperienza conscia è l’idea che abbiamo di noi stessi, o di un sé. In termini più formali, secondo Rogers, l’individuo percepisce esperienze e oggetti esterni e attribuisce loro dei significati. Il sistema globale dei significati e delle percezioni costituisce il campo fenomenico dell’individuo. Il sottoinsieme del campo fenomenico riconosciuto dall’individuo “me” o “io” costituisce il sé. Il sé, o concetto di sé, rappresenta un modello organizzato e coerente di percezione. Secondo Rogers esistono due aspetti del sé: un sé reale e un sé ideale.  Secondo Rogers le persone riflettono naturalmente su se stesse non solo nel presente, ma anche come vorrebbero essere nel futuro. Generano in questo modo una struttura organizzata di percezioni che riguarda non solo il loro sé attuale, ma anche un sé ideale, al quale aspirano. Il sé ideale, quindi, è il concetto di sé che una persona vorrebbe avere. Comprende le percezioni e i significati che rientrano potenzialmente nell’area del sé e che sono altamente apprezzati dall’individuo. Rogers riconosce quindi che il concetto che abbiamo di noi stessi contiene due componenti separate: il sé attuale, come crediamo di essere ora, e il sé ideale, come pensiamo di diventare in futuro. IL Sé  E’ UNA STRUTTURA PSICOLOGICA CON LA QUALE LE PERSONE INTERPRETANO IL MONDO.

LA COERENZA DEL  “SE’ ” E LA CONGRUENZA

Il concetto di coerenza del sé  sottolinea il fatto che  l’organismo non cerca di raggiungere il piacere e di evitare il dolore; cerca invece di conservare la propria struttura. L’individuo sviluppa un sistema di valori al cui centro si trova l’autovalutazione. Le persone organizzano valori e funzioni in difesa del proprio sistema, si comportano in modi coerenti con il loro concetto di sé, anche se tale comportamento non è conveniente per altri versi. Oltre alla coerenza del sé, Rogers ha dato rilievo alla congruenza tra il sé e l’esperienza, ovvero tra ciò che la persona prova e come vede sé stesso. Per esempio, se un individuo si considera gentile e capace di empatia nei confronti degli altri, ma in una data occasione si percepisce invece freddo e poco empatico, si trova ad affrontare un’incongruenza tra il suo senso di sé e la sua esperienza. Se una persona si considera tranquilla, ma improvvisamente si trova ad agire in modo esuberante, può avere l’impressione di essersi comportata in modo che non le appartiene.

Tratto da “La scienza della personalità” di Cervone e Pervin